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Giornata Mondiale del Vento: confronto sul taglio incentivi. Cesare Fera: Un nuovo ruolo per l’energia del vento, beneficio netto per il sistema in termini di costi e salvaguardia ambientale

Alla Giornata Mondiale del Vento organizzata da ANEV il mondo dell’eolico si incontra per confrontarsi sullo sviluppo del settore. Modifiche auspicate per la bozza di Decreto sugli incentivi alle energie rinnovabili. Cesare Fera: Studi dimostrano che con le energie rinnovabili i costi in bolletta sono destinati a ridursi e, di pari passo con politiche di sviluppo che favoriscano investimenti nel settore, si delineano per l’Italia opportunità concrete di occupazione sul lungo periodo.

Roma, 11 giugno 2015. Anche quest’anno, grande partecipazione di pubblico e interventi autorevoli per la Giornata Mondiale del Vento organizzata da ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) e svoltasi l’11 giugno a Roma presso l’auditorium del GSE. Operatori, istituzioni, associazioni e studiosi si sono dati appuntamento per confrontarsi sulle sfide e sulle opportunità di sviluppo dell’eolico.

Zeri_Massa Carrara_Parco eoico Vento di Zeri_FERA

Si è discusso di come l’eolico rappresenti sotto molti punti di vista una risorsa per l’Italia, sia per la salvaguardia ambientale (7,7 milioni di tonnellate di CO2 evitate solo nel 2014), sia per le ricadute economiche e occupazionali (il comparto conta 27.000 addetti), in base agli ultimi dati forniti da Althesys. Ma anche per i benefici a imprese e famiglie: secondo lo studio “Costi e benefici dell’eolico” redatto da eLeMeNs la realizzazione di nuove aste e registri per l’eolico potrebbe infatti comportare nei prossimi sei anni il ridursi della componente A3 della bolletta elettrica di 2 miliardi di euro.

Si è anche molto discusso del taglio agli incentivi alle rinnovabili previsto dalla bozza di Decreto Ministeriale per la disciplina dei nuovi incentivi alle rinnovabili non fotovoltaiche che aggiorna la versione del 2012. Secondo il comparto, il taglio agli incentivi per l’eolico non favorirebbe infatti lo sviluppo del settore e ridurrebbe in misura consistente le prospettive di crescita e sviluppo. Con i contingenti di incentivazione previsti (350 megawatt all’anno), l’Italia potrebbe non raggiungere gli obiettivi al 2020 e quelli in fase di definizione al 2030. Per centrare gli impegni servirebbero, secondo ANEV, almeno 800 MW all’anno.

Anche Cesare Fera, Presidente di Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative Srl, società che opera dal 2001 nel settore delle energie rinnovabili (eolico, solare a concentrazione e biogas) si associa al fronte compatto degli operatori dell’eolico e delle associazioni ambientaliste che auspicano un ripensamento sulla bozza del Decreto e decisioni politiche illuminate. Proprio in questa fase – commenta – è importante dare sostegno alle energie pulite come l’eolico. Il Pacchetto Energia-Clima europeo al 2030, i recenti accordi del G7 per mantenere l’aumento della temperatura globale entro il limite di 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali, la Conferenza sul Clima di Parigi di dicembre sono obiettivi che richiedono un impegno continuativo anche per l’Italia.

Cairo Montenotte_Savona_Valbormida_Parco eolico_FERA

Peraltro, come riportano i più recenti dati Eurostat sullo stato di avanzamento per il raggiungimento degli obiettivi energetico-climatici al 2020, l’Italia con quasi cinque anni di anticipo ha già quasi soddisfatto il target vincolante nazionale del 17% di generazione elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

Il contributo dell’energia del vento è indiscutibile – aggiunge Cesare Fera. Basti pensare che con i soli parchi eolici costruiti dal 2007 dal nostro Gruppo, abbiamo fino a oggi evitato l’emissione di 290 mila tonnellate di anidride carbonica e un consumo di combustibili fossili pari a oltre 50 milioni di euro. Prolungando il calcolo ai 20 anni di vita di ciascun parco, il nostro contributo sarà di un milione e mezzo di tonnellate di CO2 evitate e di 280 milioni di euro risparmiati sulla bilancia commerciale nazionale. È evidente, quindi, che centrare e oltrepassare la soglia del 17% comporterebbe numerose ricadute positive per il nostro Paese, misurabili nel sistema economico in termini di riduzione del costo dell’energia elettrica, risparmi sulle importazioni di petrolio, incremento occupazionale e minori costi per danni ambientali.

Tocco da Casauria_Pescara_Vento di Zeri_Parco eolio_FERA

Cresce intanto nel mondo l’attenzione per le sfide climatiche globali e il prezioso potenziale offerto dalle energie rinnovabili. E la stessa agenzia IRENA – International Renewable Energy Agency a segnalare come dal 2005 vi sia stato un aumento di quasi il 400 per cento nel numero di Stati che hanno inserito target nazionali nella produzione di energia da fonte pulita.