La valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) è diventata oggi lo strumento legislativo più importante per la valutazione, da parte delle pubbliche amministrazione, di nuovi impianti.
La redazione della VIA richiede un’indagine approfondita su tutti gli aspetti e le relazioni che l’impianto da costruire avrà con l’ambiente circostante in cui andrà ad operare: uomo, flora, fauna, terra, aria, acqua.
A tale proposito esistono norme nazionali del 1995 del Ministero dell’Ambiente che recepiscono la direttiva europea 85/337/CEE, concernente la valutazione d’impatto ambientale di determinati progetti (oggi la 97/11/CE del Consiglio dell’U.E. modifica la citata direttiva).
Data la natura “pulita” dei progetti eolici, sono comunque nella maggior parte dei casi le autorità regionali a valutare (con legge o caso per caso) se sia necessario procedere a uno studio di impatto ordinario o, semplicemente, a uno studio preliminare dei rapporti tra progetto e ambiente.
L’energia eolica è una fonte rinnovabile che utilizza il vento per produrre elettricità ed è pulita, perchè non provoca emissioni (liquide o gassose) dannose per l’uomo e per l’ambiente.
Gli aspetti ambientali che vengono presi inconsiderazione sono invece correlati a possibili effetti indesiderati, che hanno luogo su scala locale; essi sono:
• occupazione del territorio
• impatto visivo
• rumore
• effetti elettromagnetici
• interferenze elettromagnetiche
• effetti su flora e fauna
Occupazione del territorio
In base al rapporto tra la potenza degli impianti e il terreno complessivamente necessario (anche per la distanza a cui sono poste le macchine), la densità di potenza per unità di superficie è circa di 10 W/m2. Tuttavia le macchine eoliche e le opere di supporto (cabine elettriche, strade) occupano solamente il 2-3 percento del territorio per la costruzione di un impianto, quindi la densità di potenza ottenibile è da considerarsi nettamente superiore, dell’ordine delle centinaia di W/m2. Bisogna ricordare che la parte del terreno non occupata dalle macchine può essere impiegata per altri scopi, come l’agricoltura e la pastorizia, senza alcuna controindicazione.
Impatto visivo
Gli aerogeneratori per la loro configurazione sono visibili in ogni contesto in cui vengono inseriti, in modo più o meno evidente in relazione alla topografia e all’antropizzazione del territorio. Un aerogeneratore da 500 kW di potenza ha un diametro del rotore e un’altezza della torre di circa 40 metri, mentre uno da 1500 kW misura, per questi due valori, circa 60 m. L’impatto nel paesaggio tra i due tipi di macchina è moderatamente diverso, per cui aumentare la taglia delle macchine potrebbe ridurre, a parità di potenza globale installata, l’impatto visivo.
L’impatto visivo di un parco eolico è estremamente soggettivo: alcune persone lo vedono come un segno, un simbolo ambientale di energia pulita, altre lo considerano invece non adatto al paesaggio.
Cercando di mantenere una visione obbiettiva di tale aspetto è affermabile che esiste un problema di percezione e integrazione complessiva nel paesaggio; comunque è possibile ridurre al minimo gli effetti visivi sgradevoli assicurando una debita distanza tra gli impianti e gli insediamenti abitativi. Sono state individuate, inoltre, soluzioni costruttive tali da ridurre tale impatto: impiego di torri tubolari o a traliccio a seconda del contesto, di colori neutri, adozione di configurazioni geometriche regolari con macchine ben distanziate.
L’aspetto dell’impatto visivo è ormai oggetto di approfonditi studi.
Impatto acustico
Le moderne turbine eoliche sono silenziose e lo saranno sempre di più (Commissione Europea – Direttorato Generale per l’Energia).
Il livello sonoro (pressione sonora) ad una distanza di 40 metri dalla turbina eolica è pari a 50-60 dB(A), lo stesso livello di una normale conversazione. Il rumore emesso da una centrale eolica non è percettibile dalle abitazioni, poiché una distanza di poche centinaia di metri è sufficiente a ridurre il disturbo sonoro. In generale, la tecnologia attuale consente di ottenere, nei pressi di un aerogeneratore, livelli di rumore alquanto contenuti, tali da non modificare il rumore di fondo, che, a sua volta, è fortemente influenzato dal vento stesso, con il risultato di mascherare ancor più il contributo della macchina.
Il risultato delle migliorie tecnologiche degli ultimi 10 anni è tale da poter affermare che oggi il rumore per una moderna turbina eolica non è più un problema (Commissione Europea – Direttorato Generale per l’Energia).
Interferenze sulle comunicazioni
L’esperienza ha dimostrato che un’attenta progettazione di un parco eolico evita qualunque impatto sulla qualità delle telecomunicazioni. La stessa scelta dei materiali delle pale (fibra di vetro) è tale da consentire alle stesse di essere tranquillamente trasparente alle onde radio e di non rifletterle.
Le turbine eoliche e i sistemi di telecomunicazioni convivono tranquillamente anche nei sistemi ad alta densità di impianti eolici (Danimarca).
Flora e fauna
Sulla base delle informazioni disponibili, si può affermare che le possibili interferenze di un minimo rilievo degli impianti eolici con la flora e la fauna riguardano solo i volatili
Secondo uno studio Danese (Commissione Europea – Direttorato Generale per l’Energia), la quantità di volatili abbattuti da veicoli in movimento è pari a 300 volte di quella che verrebbe abbattuta dalle eliche delle turbine eoliche (considerando 1000 MW installati, oggi in realtà sono solo 300).
La statistica è ancora più drammatica se si considera che la quantità di volatili abbattuta dai cacciatori è pari a 70 volte di quella che verrebbe abbattuta dalle pale eoliche. In Danimarca vi sono numerosi casi in cui i falchi nidificano proprio sulle torri eoliche.
Liberamente tratto da ISES Italia (Roma)